LE COSE DA DISCUTERE E RIVEDERE A GARDOLO

Un bulldozer per Trento - Gardolo: la mia visione concreta per un quartiere sicuro, vivo e rispettato

Gardolo non è solo un quartiere. È casa mia.
È dove vive la mia famiglia. Dove ci si incontra, si cresce, si lavora. Ma è anche un luogo che da troppo tempo è in mano a scelte unilaterali.
Chi ci vive lo sa: ci sono zone dimenticate, problemi irrisolti, ma anche potenzialità enormi. Gardolo vanta una rete di parchi, ma molti di questi spazi andrebbero valorizzati, illuminati meglio e resi più sicuri, affinché tornino a essere vissuti da tutti, in particolare dai ragazzi.

Mi candido per portare Gardolo al centro del dibattito, con una visione chiara e interventi reali.
Ecco i miei 7 punti concreti per cambiare le cose da subito:

1. Sicurezza vera nel sottopasso tra piazza, Pingu e Parco Vecchio

Dopo le 19:30 Gardolo si svuota. Il sottopasso diventa un tunnel buio e isolato. Mia figlia, come tante ragazzine, ha paura a passarci. Non basta un cartello con scritto “siete videosorvegliati”. Serve illuminazione seria, presidio fisso, pattuglie. Tra l'altro qui risiedono dei ragazzi problematici che non gliene faccio una colpa, ma non perdono occasione di commentare in modo sgradevole ogni passaggio di queste ragazze
Ma non basta il controllo: bisogna ascoltare i ragazzi che oggi si rifugiano sugli spalti della piscina o dietro ai parchi. Perché lo fanno? Perché mancano luoghi dove possano stare senza sentirsi sbagliati.
Si potrebbe pensare a un’operazione congiunta con realtà come Trentino Social Tank per dare vita a uno spazio vero, strutturato, dedicato a loro. E se questo non fosse possibile, andrebbero individuate nuove aree idonee, magari sfruttando spazi pubblici oggi abbandonati.
E attorno al sottopasso, va riaccesa la vita: il coworking del vecchio bazar, oggi vuoto, potrebbe ospitare eventi, laboratori, attività culturali. Gardolo merita più di un giorno di festa l’anno.

2. Zona Capitol e spaccio: non solo presidio, ma anche trasparenza sulle scelte future

Chi vive a Gardolo conosce la zona Capitol: davanti alla lavanderia, alla farmacia, tra le siepi si trovano buste intere di droga nascoste. Serve la presenza fissa della Municipale con unità cinofila, ogni giorno.

Ma oggi c’è un altro allarme: a seguito della chiusura della Residenza Fersina, la Provincia ha deciso di spostare donne e bambini rifugiati alla Residenza Capitol.
Si tratta di un palazzone destinato ad affitti brevi, con 42 monolocali ricavati da sottili tramezzi. Nessun confronto con Comune o Circoscrizione. Nessuna alternativa pianificata. Nessun coinvolgimento del territorio.

La Provincia ha solo rimandato di due mesi la restituzione della Fersina, ma non ha predisposto soluzioni, lasciando 75 persone nel limbo.
L’ipotesi più accreditata? Trasferirli proprio a Gardolo, in una zona già fragile. Senza ascoltare nessuno.
Il rischio è di creare una bomba sociale, per le persone accolte e per chi già vive il quartiere.
Gardolo non può più subire decisioni calate dall’alto. Va fatto qualcosa o vanno fatti incontri con la popolazione per trovare una soluzione congiunta

3. Sicurezza stradale in via Quattro Novembre: servono radar intelligenti

I cartelli “videosorvegliati” non bastano. Servirebbero dispositivi veri, radar con segnalatore visivo, faccina e punteggio che indichi a chi guida la velocità. Educazione civica digitale. Semplice, ma efficace. Che dite?

4. Parco dietro le piscine: pulizia e presidio

Un parco bellissimo, ma nascosto e senza controllo. Panchine, tavolo e nessuna manutenzione. Oggi è un luogo dove ci si nasconde, non dove ci si incontra.
Servirebbe più illuminazione, pulizia, e una presenza costante di controlli di quartiere

5. Parco Ex Segheria e ciclabile: sistemare, non improvvisare

La collinetta dell’Ex Segheria era sicura, oggi l’ingresso ciclopedonale è fatto male, pericoloso e confusionario: le mamme si ritrovano a dover far da barriera umana per non mettere in pericolo i proprio figli
Serve ridisegnare l’area con cura e criterio. Gardolo non merita rattoppi: merita rispetto.

6. Scuole Sant’Anna e traffico: servono stalli e presidi

Il caos davanti alle scuole è quotidiano. Genitori di corsa, bambini in mezzo alla strada.
Un tempo c’erano persone che aiutavano l’attraversamento: oggi non c’è nessuno.
Servono “stalli di stadio” per sosta veloce, segnalatori, e un presidio mattina e pomeriggio.

7. Parco di Melta: disinfestazione seria, non fai da te

Ogni estate il Parco di Melta diventa invivibile. Zanzare ovunque, bambini punti.
La colpa non può essere lasciata ai cittadini. Serve una disinfestazione professionale, massiva, preventiva.
La salute è una responsabilità pubblica.

🔚 Conclusione: io ci metto la faccia. E le mani.

Gardolo non ha bisogno di promesse elettorali. Ha bisogno di uno che ci abita, ci vive, ci cresce i figli.
Io non mi nascondo dietro ai ruoli. Io parlo chiaro, ascolto, propongo, agisco insieme a voi!

Fatemi sapere cosa ne pensate

Daniel Cerami
#unbulldozerpertrento con Onda Trentino per Giulia Bortolotti 

UN NUOVO BACINO IDRICO ALLE VIOTE ? COSA VOLETE ANCORA DA ME? FIRMATO @MONTEBONDONE

Il progetto del bacino idrico alle Viote sul Monte Bondone si trova al crocevia tra necessità di adattamento economico alle nuove sfide climatiche e la salvaguardia di un ambiente alpino di pregio. Dal nostro esame approfondito emergono alcuni punti fermi:

In conclusione, il progetto del bacino alle Viote rappresenta un tipico dilemma di sviluppo sostenibile in montagna: adattarsi per mantenere attività economiche tradizionali, oppure trasformare il modello per ridurre la pressione ambientale? Al momento, non c’è unanimità. Ciò che appare chiaro dai dati è che:

Una soluzione di compromesso potrebbe passare per un rigoroso approccio integrato: realizzare il bacino solo contestualmente a:

Il caso Bondone-Viote è emblematico di molte realtà alpine: la “corsa ai laghi artificiali” per tenere in vita lo sci è in atto ovunque (in Trentino ci sono già 26 invasi attivi e altri 5 in progetto/completamento​ ilmanifesto.it), segno che a breve termine questa è la risposta prevalente. Ma gli stessi numeri ci dicono che non si può continuare indefinitamente: alzare sempre di più la quota neve artificiale sposta solo in avanti il punto di rottura. Forse la vera sfida, come suggerito, è ripensare il turismo invernale prima che la natura ci costringa a farlo bruscamente. Nel frattempo, però, comunità come quella del Bondone non possono essere lasciate senza soluzioni: ecco perché il bacino viene difeso da molti come “strategico” e “sostenibile” (in senso di sostenibilità socio-economica, se non ecologica pura).

In definitiva, ha senso o no fare questo bacino? La risposta non è un semplice sì o no in questo report, ma dipende dal peso relativo che si dà ai fattori discussi. I dati forniti servono a prendere una decisione informata:

Entrambe le posizioni, come abbiamo visto, hanno legittimità. Quel che è certo è che il tema non va banalizzato: né con “è solo un laghetto innocuo”, né con “è la solita follia ecocida”. In mezzo c’è la realtà di una montagna che cambia e di una comunità che cerca il modo migliore di affrontare il cambiamento. Il bacino alle Viote è una delle possibili risposte, con pro e contro che abbiamo qui dettagliato basandoci su fonti istituzionali e analisi giornalistiche locali. L’auspicio è che qualsiasi decisione venga presa – realizzare il bacino o perseguire alternative – sia frutto di un processo condiviso e supportato da dati scientifici, in modo da garantire sia il rilancio sostenibile del Bondone che la tutela del suo prezioso ambiente alpino per le generazioni future.

Fonti: Le informazioni e i dati citati in questo report provengono da documenti ufficiali (es. interrogazione in Consiglio provinciale)​

alessiomanica.com

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alessiomanica.com, articoli di testate locali trentine (l’Adige, il Dolomiti, Trentino, Vita Trentina) che hanno seguito da vicino la vicenda​​

vitatrentina.it, e contributi di associazioni e studiosi riportati sulla stampa nazionale (il Manifesto, Fanpage, La Voce delle Valli) per il contesto generale su innevamento e clima​

ilmanifesto.it​

fanpage.it. Queste fonti sono state indicate nel testo con riferimenti puntuali, assicurando la verificabilità delle affermazioni.